LA PROPOSTA – Da Pro Natura un progetto alterativo per la ferrovia Torino-Ceres


Secondo l’associazione ambientalista, l’idea permetterebbe di superare i problemi legati ai lavori di viabilità urbana su corso Grosseto, potenziando lo schema di mobilità della Città Metropolitana.

di Giada Rapa

hqdefaultTorino – Negli ultimi tempi si è tornato a parlare della Ferrovia Torino-Ceres (FTC) e del suo collegamento con la Rete Ferroviaria Italiana (RFI) tramite il tunnel che verrà realizzato in corso Grosseto. Un progetto che prevede l’impiego di una ingente somma di fondi europei –140 milioni di euro sui 175 complessivi– che, una volta avviato, procurerà non pochi disagi agli abitanti di quell’area, soprattutto a causa di problemi tecnici non ancora risolti. Un’idea alternativa agli scavi, che permetterebbe, secondo i proponenti, di superare le criticità urbanistiche e la lunghezza dei tempi di realizzazione, arriva da Pro Natura Torino.

L’associazione, che riconosce l’importanza della linea Torino-Ceres, propone la trasformazione di quest’ultima in ferrovia metropolitana –denominata M3-. L’idea potrebbe già apportare un prolungamento in sotterranea della suddetta linea, senza costi aggiuntivi, sino alla stazione Porta Palatina Duomo in C.so XI Febbraio angolo C.so Regina Margherita, con vantaggi in termini di tempi di realizzazione dell’opera e evitando l’interruzione per un intero anno del servizio tra Venaria e Torino Dora. “L’obiettivo strategico del progetto è in prospettiva quello di prolungare la M3 sino a Porta Nuova, dove si interscambierebbe con l’attuale Linea 1 della Metro. Il percorso sotto via Roma della M3, sarebbe comune a quello della futura Linea 2 ed è facile comprendere come ciò renderebbe comodo e veloce per gli utenti del ciriacese e delle Valli di Lanzo muoversi all’interno dell’intero capoluogo” spiega Domenico Accorinti, Responsabile per le Strutture Infrastrutture Ferroviarie di Pro Natura.

La realizzazione della tratta tra piazza Baldissera e corso Regina Margherita della M3, sempre secondo gli ambientalisti di Pro Natura, procurerebbe notevoli benefici alla popolazione, soprattutto ai pendolari, rispetto ai cantieri di corso Grosseto. I lavori, infatti, non comporterebbero alcuna modifica significativa alla viabilità superficiale torinese né alcuna interruzione dell’attuale servizio ferroviario tra Dora GTT e Ceres, ma semplici rallentamenti della velocità in brevi tratti. Inoltre la nuova stazione sotterranea Baldissera, sostitutiva dell’attuale stazione di Dora GTT, verrebbe costruita a fianco dell’attuale capolinea, senza interferire con alcun servizio. “D’altronde per ottenere nel giro di pochissimi mesi un notevole vantaggio per i pendolari sarebbe sufficiente che la Regione, mostrando buona volontà, avviasse quanto prima i lavori di messa in esercizio della fermata Dora FS. Comunque, al di là dei pur importanti benefici immediati, andrebbero soprattutto tenuti presenti le ricadute permanenti della M3 che, strategicamente, consentirebbe un incardinamento totale di tutti i comuni della tratta Venaria-Ceres nel sistema dei trasporti urbani del capoluogo, sotterranei e di superficie, stazioni ferroviarie incluse -interscambio immediato con Dora FS per gli SFM e con Porta Nuova per tutti gli altri generi di treno, alta velocità inclusa-, cosa che non può avvenire con la FTC così com’è, anche una volta immessa nel passante” conclude Accorinti.

Per chi volesse approfondire questi argomenti può visualizzare il seguenti indirizzi: http://torino.pro-natura.it/proposta-per-il-piano-strategico-2016-della-citta-metropolitana-di-torino/ per quanto riguarda il progetto della Torino-Ceres e http://torino.pro-natura.it/schede-tecniche-su-due-ipotesi-di-metropolitane-pesanti-torinesi-aggiornato/ per quello delle Metropolitane Pesanti.

 

 

 


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