Caselle: cambiare il linguaggio per abbattere gli stereotipi


“I Luoghi della Violenza” è un percorso culturale che idealmente ha preso il via il 25 novembre scorso e che proseguirà fino a marzo.

di Giada Rapa

La violenza è tra noi e le sfumature di cui si riveste sono molteplici. Non è soltanto la violenza fisica: è anche violenza verbale, violenza psicologica, violenza economica. Importantissimo, quindi, diventa riconoscere i luoghi della violenza.

Con questo intento venerdì 31 gennaio è iniziato il primo di una serie di quattro incontri che ha per tema proprio la violenza nelle sue varie sfaccettature, dal titolo “Violenza del linguaggio nella comunicazione reale e virtuale”. La serata, organizzata dalla Commissione e dall’Assessorato alle Pari Opportunità del Comune di Caselle ha visto la partecipazione di Laura Onofri, Presidente del Comitato “Se Non Ora, Quando?” di Torino e di Michela Quagliano, avvocata.

“Il tema della violenza del linguaggio mi sta particolarmente a cuore -ha esordito Loredana Bagnato, Presidente della Commissione Pari Opportunità- perché la parola dà legittimità alle cose. La violenza, anche solo verbale, genera violenza. E la violenza genera morte che non è soltanto fisica. Per questo è così importante saper riconoscere i luoghi della violenza, che possono essere sia fisici che mentali”. Dopo una breve introduzione, Laura Onofri ha illustrato il progetto “Potere alla Parola”, che il Comitato porta ormai avanti da 8 anni: una campagna di sensibilizzazione e azione che coinvolge ragazze e ragazzi delle scuole primarie e secondarie di primo grado. “Spesso si tende a sottovalutare la violenza verbale, perché non si vede. Ma le ferite che provocano le parole a volte sono più difficile da rimarginare di un livido. Oggi come oggi, se non cambiamo modelli culturali e modi di vivere e relazionarsi non faremo mai passi avanti nel contrastare la violenza contro le donne”.

L’avvocata Quagliano ha invece trattato l’argomento dal punto di vista legale, partendo dalla definizione di violenza data dalla Convenzione di Istanbul del 2013. “È necessario riconoscere la violenza, perché soltanto riconoscendola ci si può opporre” ha commentato, illustrando anche i rischi penali dell’uso di un certo tipo di linguaggio sui social. La parola è poi passata all’assessora Angela Grimaldi, la quale ha ricordato che, purtroppo, le prime giudicatrici delle donne sono proprio le donne stesse. A chiudere la serata è stato il Sindaco Luca Baracco. “Non possiamo permetterci la normalizzazione dell’odio: tutti e tutte hanno diritto a essere rispettati per ciò che sono. Ma un diritto per essere tale non deve essere solo enunciato, deve diventare qualcosa di reale. Ecco perché ritengo sinceramente che tra i miei compiti e doveri di Sindaco, vi sia anche quello di promuovere eventi come quello di questa sera”.

Il prossimo incontro, con il tema della violenza domestica a cura de “La Rete delle Donne”, si terrà venerdì 21 febbraio, sempre presso la Sala Consiliare. Seguiranno le serate sulla violenza in guerra, raccontata dall’ANPI Comitato Provinciale di Torino venerdì 6 marzo, per concludere il 21 marzo con la violenza sul lavoro spiegato da “eDuChiAmo”.


Commenti

commenti