IL FATTO – A Nole è nato il comitato antidiscarica, quando i cittadini decidono di contare


“Stiamo predisponendo una raccolta firme per bloccare la sopraelevazione del sito e per chiedere che l’impianto di Grosso non venga contemplato nell’elenco dei luoghi d’emergenza in cui portare i rifiuti”.

di Cristiano Cravero

Con queste parole, Alessandro Romano, Presidente del Comitato Antidiscarica, ha aperto la riunione tenutasi qualche giorno fa a Nole per istituire il direttivo del gruppo e discutere sulle questioni inerenti l’impianto di Vauda Grande, al confine tra il Comune do Grosso e la cittadina nolese. “Sentiamo le puzze da un anno e mezzo, ha spiegato Romano – molto prima dell’emergenza di fine d’ottobre (dovuta all’arrivo di migliaia di tonnellate di rifiuti in più per problemi al termovalorizzatore di Torino, ndr). Tanto è vero che la prima lettera protocollata in municipio da un gruppo di nolesi risale al 16 febbraio 2016. Abbiamo così deciso di riunirci in un comitato perché siamo esasperati e vogliamo sapere cosa succede. Ci siamo recati all’impianto per un sopralluogo con l’ingegnere Giorgio Perello, Direttore del SIA, i Servizi Intercomunali per l’Ambiente, il Sindaco di Nole Luca Bertino e Sergio Colombatto di San Francesco al Campo, in qualità di presidente dell’Unione dei Comuni. Qui ci hanno annunciato la fine della fase emergenziale e il conseguente stop al conferimento dei rifiuti urbani provenienti dal Gerbido”.

Tuttavia i problemi permangono. “I cattivi odori finiranno – ha ancora sostenuto Romano – quando metteranno un’apposita copertura, ma bisogna attendere. Quanto tempo, però, non è ci stato specificato. Continueremo a vigilare perché è già presente il bando di progettazione della sopraelevata della terza vasca della discarica e abbiamo timore che i problemi non si risolveranno a breve”. Durante la riunione sono state sollevate alcune importanti questioni riguardanti la sicurezza e la salute pubblica. La preoccupazione prioritaria è l’ipotesi che gli odori possano essere nocivi alle persone e agli animali. Altri temi affrontati sono stati la presenza anomala dei gabbiani sopra la vasca in coltivazione, la captazione di biogas e se i grandi quantitativi di conferimenti abbiano rispettato il fronte di coltivazione. All’ultimo quesito ha risposto il sindaco Luca Bertino: “L’ordinanza del Gerbido è stata fatta in deroga ai vincoli di programmazione. Se dopo dieci anni siamo qui a discutere della discarica è perché, a suo tempo, non sono state scritte le regole. Trovo grave, inoltre , che quando si è costruito il termovalorizzatore del Gerbido non sia stato approvato un piano d’emergenza”.


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Giovanni D'Amelio