Mappano torna a “battere cassa”: chiesti ai comuni cedenti circa 4,4 milioni di euro


In una delibera di Giunta l’ex frazione ha approvato la ricognizione di parte dei crediti esigibili nei confronti dei comuni di Borgaro, Caselle e Leinì. Escluso al momento Settimo, con cui il neo ente ha raggiunto una prima intesa. Il rischio è che la causa approdi in Tribunale.

di Giada Rapa

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L’11 giugno 2017, i cittadini di Mappano si recavano alle urne per eleggere il loro primo Sindaco dopo anni di battaglie per diventare un Comune autonomo. Una storia lunga, tortuosa e complicata, dal momento che, almeno formalmente, Mappano è stato costituito come Comune nel gennaio 2013, ma è stato congelato per 4 anni -fino al 2017, appunto- a causa dei continui ricorsi di alcuni dei 4 comuni cedenti: Borgaro, Caselle, Leinì e Settimo.

Da allora, i rapporti tra l’ex frazione e i comuni cedenti sono sempre stati un po’ tesi, nonostante le dichiarazioni di apertura al dialogo provenienti da tutte le parti in causa. Una recente Delibera della Giunta di Mappano potrebbe portare a un inasprimento della situazione, dal momento che è stata approvata la ricognizione di parte dei crediti esigibili nei confronti di Borgaro, Caselle e Leinì. Da questo elenco è attualmente escluso il comune di Settimo perché -come si legge nell’atto- “lo stesso ha raggiunto con il Comune di Mappano una prima intesa in fase di perfezionamento, che risolve le pendenze riferite agli anni 2013-2017 e la questione dello Scolmatore Ovest”. Mappano, insomma, chiede ai comuni cedenti “il conto” per gli anni del “congelamento”, ricordando che in questo periodo “i comuni cedenti hanno introitato integralmente le entrate riferite alla popolazione e al territorio del comune di Mappano e hanno sostenuto in misura inferiore le spese per erogazione di servizi in favore della popolazione e territorio mappanese”. Crediti milionari per Caselle -con un importo di 3.393.020,68 euro– piuttosto importanti per Borgaro –859.676,06 euro– e moderati per Leinì, con un importo decisamente inferiore ai precedenti di 140.972,49 euro.

E se il sindaco di Borgaro Claudio Gambino ha parlato di “manovra elettorale, ricordando che il suo Comune continua a pagare alcune utenze non ancora rimborsate dall’ex-frazione, anche il Sindaco di Caselle Luca Baracco si concentra su questo ultimo punto. “Dal 2018 a oggi, nonostante la piena operatività del Comune di Mappano, abbiamo continuato a pagare i mutui e le utenze -ad esempio per l’illuminazione pubblica– che non hanno ancora ottenuto rimborso. Su questo non c’è discussione, mentre sul pregresso occorre ancora fare delle valutazioni. A mio parere l’atto della Giunta di Mappano si basa su presupposti non corretti, a partire dal fatto che la cifra richiesta si basa sull’avanzo di amministrazione. Ma l’avanzo d’amministrazione è fatto da molteplici voci, senza dimenticare non necessariamente si genera in modo omogeneo in tutte le porzioni del territorio” spiega Baracco. “Poco più di un mese fa ho avuto un colloquio con gli amministratori mappanesi al fine di divenire a un accordo, al quale avrebbero dovuto susseguire una serie di verifiche. Se la risposta è questa delibera, temo che non sarà facile risolvere la questione e che dovrà essere un giudica a decidere in merito” conclude.


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