LA RIFLESSIONE – Botti di Capodanno: nei comuni di zona nessuna ordinanza li vieta


Da Borgaro a Nole, da Caselle e Mappano a Cirié e San Carlo, passando per Leinì, San Francesco e San Maurizio. Nessuna amministrazione ha adottato provvedimenti contro gli scoppi di mezzanotte. L’indagine di Legambiente Piemonte.

di G. D’A.

Nei comuni della nostra zona, a nord di Torino, nelle prossime ore “vigerà” il botto libero. Un comportamento che naturalmente sarà regolato dalle vigenti leggi nazionali in materia, ma che non avrà ulteriori limitazioni imposte dai sindaci tramite ordinanza. Infatti, da Borgaro a Nole, da Caselle e Mappano a Cirié e San Carlo, passando per Leinì, San Francesco e San Maurizio, nessuna amministrazione ha adottato provvedimenti contro gli scoppi di mezzanotte. Un fatto che sta facendo storcere il naso a tanti cittadini, soprattutto possessori di cani e gatti, che bollano questa mancanza come indice di insensibilità verso gli animali domestici. Dall’altra parte, rispondono invece i sindaci, non avendo a disposizione nessun agente di polizia municipale in servizio di notte è inutile emanare un divieto che poi non si riesce a far rispettare.

E come sempre, in queste ore si accende la discussione tra favorevoli e contrari, e immancabilmente spuntano petizioni online rivolte a chiedere al Parlamento una legge che regoli la tradizione dello scoppio dei botti come misura di sicurezza e di rispetto verso le persone e gli animali. Intanto giornali e telegiornali riportano fatti di cronaca di maxi sequestri di materiale illegale che in diversi casi trasformano la festa in piccole “tragedie” familiari anche di una certa gravità.

L’INDAGINE DI LEGAMBIENTE – Secondo uno studio svolto dall’associazione ambientalista, sono sempre di più i comuni in Piemonte che regolamentano l’uso di botti a Capodanno. Sulle 85 città con più di 8 mila abitanti sono 49 gli enti (tra cui tutti gli 8 capoluoghi) in cui i botti sono vietati da specifiche ordinanze o regolamenti, mentre sono 23 quelli in cui non sono stati emanati divieti e 13 le amministrazioni che non hanno risposto all’indagine. Fabio Dovana, presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta, sottolinea che “In questi anni sono stati fatti importanti passi avanti da parte delle amministrazioni e si è raggiunta anche una buona consapevolezza da parte della cittadinanza sul pericolo che i botti di capodanno costituiscono non solo per i nostri amici animali, ma anche per l’incolumità delle persone, per il rischio di incendi boschivi in una stagione particolarmente secca e per l’incremento dei livelli di inquinamento atmosferico e acustico. In diversi comuni della Regione gli spettacoli pirotecnici sono stati sostituiti da spettacoli piromusicali in cui le luci, anziché i botti, sono accompagnate da musica. Un modo più rispettoso, economico e piacevole per festeggiare. Speriamo che queste buone pratiche possano diffondersi ulteriormente e che, anche grazie alla sensibilità della popolazione, le ordinanze vengano rispettate”. A tal fine Legambiente ha lanciato nei giorni scorsi la campagna informativa Abbasso i botti in alto i bassotti per chiedere ai cittadini di non usare petardi e quant’altro per salutare l’inizio del nuovo anno.


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Giovanni D'Amelio