IL CASO – Valvole termostatiche: vi è stato detto che forse non avevate l’obbligo di installarle?


Per favorire il risparmio energetico, la legge italiana, recependo una normativa dell’Unione Europea, stabilisce la cosiddetta contabilizzazione dei consumi individuali di calore e la suddivisione delle spese dell’edificio in base ai consumi effettivi di ciascun appartamento. Ma non tutti sono tenuti a rispettare questo provvedimento e diversi condomini contestano i propri amministratori di non dire le cose come stanno.

di G. D’Amelio

Come è noto, a fine dicembre è arrivata la sospirata proroga al 30 giugno 2017 per l’installazione di contabilizzatori e termovalvole nei condomini con riscaldamento centralizzato. Tutti gli stabili che non hanno ancora provveduto a questa misura hanno in pratica 6 mesi di tempo per mettersi in regola. Anche sul territorio di zona, in parecchi si sono attivati per rispettare la legge, ma sono ancora tanti coloro che non hanno compiuto queste installazioni e che, se non fosse arrivata la proroga sul filo di lana, rischiavano multe da 500 a 2.500 euro. Tuttavia, il Dlgs 102/2014, che recepisce la direttiva sull’efficienza energetica 2012/27/Ue, da tempo è contestato da diverse associazioni di consumatori che ritengono inutile il provvedimento, il quale ha portato nuove spese alle famiglie in cambio di non si sa quale reale risparmio monetario in bolletta. Perplessità che sono state sollevate anche a livello locale da alcuni cittadini e che almeno in un caso di nostra diretta conoscenza sta scatenando una propria e vera “guerra” tra condomino e amministratore.

La legge, infatti, prevede che i contabilizzatori di calore non sono obbligatori quando, da un’apposita relazione tecnica di un progettista o di un tecnico abilitato (commissionata espressamente dal condominio) risulta che l’installazione dei sistemi: non è efficiente in termini di costi, con riferimento alla metodologia indicata nella norma UNI EN 15459; oppure vi sia l’impossibilità tecnica alla installazione dei sistemi di contabilizzazione; oppure sia sproporzionato rispetto ai risparmi energetici potenziali. Ciò vuol dire che uno studio di efficienza energetica di questo genere (guarda caso non obbligatorio) che certifichi almeno uno di questi motivi può esentare interi caseggiati da queste installazioni. Mediamente una relazione simile costa qualche migliaia di euro (che negli immobili di grosse dimensioni si traduce in poche decine di euro di spesa per nucleo abitativo), ma se essa arriva a dimostrare impedimenti e mancanze tecniche può evitare a parecchie famiglie spese inutili (mediamente per i contabilizzatori e termovalvole si parla di oltre un migliaio di euro a condomino). Più delle volte, però, gli abitanti non sanno nulla di tutto questo.

A tal riguardo, da più parti si solleva la voce: dove abitate è stata fatta una perizia energetica per capire se dovete rispettare la legge? E, soprattutto, i vostri amministratori vi hanno comunicato questa possibilità?


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Giovanni D'Amelio